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Fotografia di food

Fotografia di food.
Cronaca di una giornata di riprese.
Si comincia di mattina presto, prima che il locale dove viene scattato il servizio inizi a lavorare e la pressione dei curiosi diventi micidiale.
Dobbiamo realizzare un listino fotografico con le immagini dei prodotti che il locale realizza in proprio, di cui si vuole aumentare la vendita in luogo di quelli confezionati e pronti all’uso.
Il compito è interessante, divertente e lo staff è pronto e professionalmente ben preparato, la gastronoma, il cameriere, l’aiuto.
Tutti pronti e schierati anche gli ingredienti: prosciutto, pane casareccio, mortadella, pomodoro, mozzarella.

Pizza e mortadella. Irresistibile.
Improvvisamente scatta l’allarme:
manca il basilico, ingrediente fondamentale per sapore e profumo e fotogenico per giunta!!
Subito l’aiuto si reca al mercato e acquista un mazzetto dell’ortaggio, adeguatamente fresco e pronto per l’uso.
I dati tecnici sono semplici:
Lo schema di illuminazione è facile, luce flash diffusa con ombrelli e bank, per non scaldare troppo l’ambiente piuttosto ristretto come dimensioni.
Più luce ambiente che filtra dalla portafinestra e che riscalda il colore globale della luce.
Le riprese vengono effettuate con corpi Nikon DX e FF e ottiche macro e 50 mm invertito, da me preferito per la migliore risoluzione e microcontrasto, anche se il macro è migliore come correzione della curvatura di campo e della vignettatura, praticamente assenti.
Si comincia:
Nessun problema con i piatti freddi, quelli composti da affettati, olive, insalata e tonno.
Qualche discussione nasce ovviamente con il gelato, prodotto instabile al massimo e alquanto difficile e assolutamente non fotogenico se non accuratamente composto.
Il problema viene risolto con innumerevoli tentativi, piuttosto divertenti e ingrassanti perché ogni volta che il soggetto viene male bisogna mangiarlo immediatamente!!

coppa smarties
Si rischia il dramma con la coppa con le smarties, che bisogna incollare letteralmente sul gelato e memorabile il momento della scelta del cialdone con il miglior colore verde.
Quì ognuno dice la sua e si rischia di andare avanti per ore fino a che la discussione viene interrotta con mozione d’ordine.
Il problema dell’affogato al caffè è irrisolvibile, perché le palline di gelato a contatto con il caffè perdono di rotondità, quindi si preferisce coprire di panna il tutto e rimandare al ritocco in photoshop la finitura finale del prodotto.
La tensione e la voglia di fare bene è talmente tanta che un mazzo di cipolle incolpevole rischiava di fare una brutta fine, fortunatamente l’ho salvato e reso celebre.
Il mazzo di cipolle

Un piatto di affettati.

Spaghetti gelato

- Ora si passerà alla postproduzione in photoshop, in funzione dell’utilizzo finale delle immagini.
