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Ostia, The Spot Paradise: World Cup Skateboarding 2011

Il colore nella fotografia. The color in photography.

Molti sicuramente si domandano perché i colori che vediamo nella realtà poi non vengano riprodotti correttamente in fotografia.
I motivi sono due e sempre gli stessi nonostante il cambio di tecnologia, che in parte ha anzi aggravato la questione.
I colori, come ogni cosa che vediamo, viene rielaborata dal nostro cervello sia nel momento della percezione, ossia di lettura del colore, ovvero dell’input (paragonato a un computer) dell’informazione che abbiamo davanti e quindi del colore, sia in fase di restituzione dell’informazione per l’utilizzo successivo, ossia la sensazione che riportiamo dall’osservazione del colore, l’output del pc quindi.
Il processo, detto di percezione e cognizione, si svolge in maniera automatica in base anche alla nostra esperienza secondo regole piuttosto prevedibili.
Facendo un esempio pratico, un pomodoro rosso ci appare così perché per il 25% il dato proviene dall’occhio seguendo un percorso di rilevazione tramite sensori nervosi, mentre per un altro 75% circa deriva dalla elaborazione divisa nelle due fasi, ossia sappiamo che un pomodoro è rosso e sappiamo cosa fare con un pomodoro rosso.
Nella fotografia digitale le cose si complicano ulteriormente, perché le fasi descritte vengono duplicate dal complesso obiettivo-sensore-software di elaborazione in fotocamera-software di postproduzione-stampa a video o su carta.
Teniamo anche presente che il divario 25-75 (che è una media e riferita a un oggetto notissimo come un pomodoro) tende a spostarsi con l’avanzare della nostra età, più invecchiamo e più insomma tendiamo ad affidarci ai dati dell’elaborazione piuttosto che a quelli provenienti dalla rilevazione dell’occhio.

Quando poi le nostre immagini debbono essere condivise con altre persone la cosa si arricchisce di stimoli veramente interessanti.
Infatti al processo di rilevazione, percezione e cognizione, si lega strettamente l’aspetto relazionale.
Gli osservatori delle nostre immagini hanno anch’essi le loro percezioni, la loro cognizione e la loro esperienza.
Quindi un photoeditor avrà un suo parere sulle nostre foto, una casalinga un’altro, un distratto signore che era altrimenti intento un’altro ancora e così via.
E ognuno rielaborerà il suo parere con altri, decidendo quindi se le foto sono belle e che ruolo dare loro.

Tutto questo processo, che sembra complicatissimo in realtà è immediato in quanto viaggia alla velocità del pensiero, è semplificatissimo, perché riguarda un oggetto che tutti conosciamo nelle sue sfumature e utilizzi fin da bambini, il pomodoro rosso.

Il bello viene quando l’oggetto non è conosciuto a chi osserva o quando l’oggetto è conosciuto ma evoca nell’osservatore sensazioni diverse e più profonde, come ad esempio le sfumature di un fiore.

 
Many will surely wonder why the colors we see in reality and may not play properly in photography.
The reasons are two and always the same despite the change of technology, which in part has actually aggravated the issue.
The colors, like everything we see, is processed by our brain at the moment of perception, at the reading of color, at the input (compared to a computer) and then the information we have in front of color, both during return information for later use, or the feeling that we report the observation of color, then the output of the PC.
The process of perception and cognition that takes place automatically, also based on our experience based on rules rather predictable.
Taking a practical example, a red tomato seems so because the 25% figure comes from the eye following a path of sensor detection nervous, while another 75% comes from processing approximately divided into two stages, we know that a tomato is red and we know what to do with a tomato red.
In digital photography, things get even more complicated, because the steps are duplicated from the complex goal-sensor-processing software in software post-camera-video or print on paper.
We also keep in mind that the gap 25-75 (which is a mean and refer to a well-known object like a tomato) tends to move with the advance of our age, we age more and more short, we tend to rely on the data processing rather than those coming from the eye detection.

Then when our images to be shared with others it is enhanced by stimuli very interesting.
In fact, the discovery process, perception and cognition, binds tightly to relational aspect.
Observers of our images have also their perceptions, their knowledge and their experience.
So a photo editor will have an opinion with our photos, another a housewife, a gentleman who was otherwise distracted yet another goal and so on.
And everyone will draw up its opinion with others, then deciding if the photos are beautiful and give them that role.

This process, which seems really complicated is immediate as traveling at the speed of thought, is semplificatissimo, because it concerns a subject that we all know its nuances and usages from childhood, tomato red.

The great thing is when the object is not known to the observer or when the object is known but evokes different feelings in the observer and deeper, such as the nuances of a flower.

Fotografia di food

Fotografia di food.

Cronaca di una giornata di riprese.

Si comincia di mattina presto, prima che il locale dove viene scattato il servizio inizi a lavorare e la pressione dei curiosi diventi micidiale.
Dobbiamo realizzare un listino fotografico con le immagini dei prodotti che il locale realizza in proprio, di cui si vuole aumentare la vendita in luogo di quelli confezionati e pronti all’uso.

Il compito è interessante, divertente  e lo staff è pronto e professionalmente ben preparato, la gastronoma, il cameriere, l’aiuto.
Tutti pronti e schierati anche gli ingredienti: prosciutto, pane casareccio, mortadella, pomodoro, mozzarella.

Pizza e mortadella. Irresistibile.

Improvvisamente scatta l’allarme:
manca il basilico, ingrediente fondamentale per sapore e profumo e fotogenico per giunta!!
Subito l’aiuto si reca al mercato e acquista un mazzetto dell’ortaggio, adeguatamente fresco e pronto per l’uso.
I dati tecnici sono semplici:
Lo schema di illuminazione è facile, luce flash diffusa con ombrelli e bank, per non scaldare troppo l’ambiente piuttosto ristretto come dimensioni.
Più luce ambiente che filtra dalla portafinestra e che riscalda il colore globale della luce.
Le riprese vengono effettuate con corpi Nikon DX e FF e ottiche macro e 50 mm invertito, da me preferito per la migliore risoluzione e microcontrasto, anche se il macro è migliore come correzione della curvatura di campo e della vignettatura, praticamente assenti.

 

Si comincia:

Nessun problema con i piatti freddi, quelli composti da affettati, olive, insalata e tonno.

Qualche discussione nasce ovviamente con il gelato, prodotto instabile al massimo e alquanto difficile e assolutamente non fotogenico se non accuratamente composto.

Il problema viene risolto con innumerevoli tentativi, piuttosto divertenti e ingrassanti perché ogni volta che il soggetto viene male bisogna mangiarlo immediatamente!!

 

coppa smarties

coppa smarties

Si rischia il dramma con la coppa con le smarties, che bisogna incollare letteralmente sul gelato e memorabile il momento della scelta del cialdone con il miglior colore verde.

Quì ognuno dice la sua e si rischia di andare avanti per ore fino a che la discussione viene interrotta con mozione d’ordine.

Il problema dell’affogato al caffè è irrisolvibile, perché le palline di gelato a contatto con il caffè perdono di rotondità, quindi si preferisce coprire di panna il tutto e rimandare al ritocco in photoshop la finitura finale del prodotto.

La tensione e la voglia di fare bene è talmente tanta che un mazzo di cipolle incolpevole rischiava di fare una brutta fine, fortunatamente l’ho salvato e reso celebre.

 

Il mazzo di cipolle

 

cipolle di Tropea

Un piatto di affettati.

Affettati

Spaghetti gelato

Spaghetti gelato

Ora si passerà alla postproduzione in photoshop, in funzione dell’utilizzo finale delle immagini.

Fotografia di prodotti

Fotografia di prodotti per cataloghi.

Grazie alla facilità di spostamento delle persone e delle merci nel mondo, gli scambi commerciali sono aumentati notevolmente negli ultimi anni.
Molto importante, in un mondo che và di fretta, mostrare bene i propri prodotti.
Digitaldreamers realizza foto di prodotti con precisione e dettaglio di sempre, ponendo cura particolare alle esigenze della rete.
Infatti lo schermo del computer richiede tecniche professionali di ottimizzazione del colore e degli altri parametri dell’immagine.

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